IL MURO nasce ad augusta tra il ’96 e il ’97 dall’esigenza di alcuni giovani di difendere la cultura dal fenomeno delle sale giochi , in quegli anni in poco tempo ne nascono decine , questi posti sono diventati centri dove i ragazzi vanno a friggere i loro cervelli davanti ai poker elettronici ma anche posti di spaccio dove i giovani vanno a comprare la droga o finiscono per diventare piccoli spacciatori piuttosto che leggere un libro o cercare di animare questa città con la cultura e l’amore per questa terra. [continua]
Brividi,
ansia, malessere, pugni allo stomaco ecco come ci si sente usciti da COME DIO
COMANDA, ultima fatica di Gabriele Salvatores omonimo del librodi Ammaniti.
Silenzi,
fatica, sguardi tra padre e figlio e sguardi grezzi sull’Italia di oggi in
qualche modo.
Attori
eccezionali che trasmettono emozioni pure vive sanguigne fisiche, attori
lontani dall’iper realismo ma sempre noir e per questo reali e veri.
Un
padre nazi, un figlio nella sua dolcezza, un amico ritardato( ma senza pietismo) … e
poi tutti gli elementi della favola: il bosco, una principessa, il lupo
cattivo.
Vorrei
dire tante altre cose ma non voglio dire nulla del film su trama o cose del
genere.
Però
Salvatores ci rincuora e ci da la speranza che per il cinema italiano non è
finita che oltre la retorica della mediocrità “eroicamente impegnata” ci sono
altre possibilità altre vie che ci parlano si dell’Italia ma soprattutto
parlano al nostro corpo a questo ammasso di nervi e carne che pare il grande
escluso da un cinema, da un teatro etc etc che parlano solo all’intelletto.
Dieci
anni senza Fabrizio … vorremmo dire grazie ma è scontato, vorremmo dire ci
manchi ma è banale … vorremmo dire tante cose ma le sentiamo troppo ovvie … quante
parole sfuggono o non sembrano adatte davanti a lui….ma forse“ non
avrai altro dio all’infuori di me ,questo ci han fatto pensare... gente diversa
venuta dall’est dicevano che in fondo era uguale” oppure“ è un delitto il non rubare quando si ha
fame” e ancora “ anche se voi vi
credete assolti siete lo stesso coinvolti” ed infine“perché dove finiscono le
mie dita debba per forza incominciare una chitarra”… parole efrasi che ancora oggi suonano attuali
semplici e perché no scontate e forse anche per questo scordate, scordate in
duplice senso: dimenticate ma pure non a corda con questi nostri tempi …
Tempi
dove la lotta al potere si maschera con la voglia di conquista di esso, dove la
satira spesso significaparolacce e
cattivo gusto, dove la pace è un valore da opposizione, tempi dove l’opinione pubblica unica stritola
tutto il resto, tempi di grande caos senza stelle… in tempi dovesemplicità e onestànon pagano … in tempi come questi non
possiamo non dire…
Dopo aver visto questo splendido film d’animazione Persepolis di Marjane Satrapi e Vincent Paronnaud mi sento di consigliarlo a chiunque non sa e chi sa l’atroce storia e vita quotidiana dell’Iran e di quelle donne.
Siamo
appena tornati dall’Albania, ormai quella terra è lontana da noi ma vicina al
nostro cuore di clown.
La missione in Albania organizzata dall’ A.V.C.S. è stato un vero
successo, l’obiettivo della missione è stato meravigliosamente raggiunto.
Grazie alla missione sono stati raccolti i fondi necessari per l’operazione di
Esmeralda che a breve verrà in Italia così da poter realizzare il suo sogno di
poter camminare senza stampelle.
IL MURO e
l’associazione di protezione civile di Siracusa AVCS dal 16 al 23 ottobre siamo in Albania. Già da anni
l’A.V.C.S. organizza missioni umanitarie neiBalcani in particolar modo l’Albania, dove i volontari dell’associazione
portano giocattoli e vestiti per i bambini del luogo. Quest’anno i clown de IL
MURO gireranno per le scuole e i
villaggi intorno a Tirana in qualità di AMBASCIATORI DEL SORRISO.
Fino a un attimo prima di entrare ero incerto, volevo andarmene via, non mi piacevano le locandine con le facce tristi di tutti quegli attori. Sembrava che avessero tolto tutta la fica da “Drive In” e adesso tutti quanti quegli attori, Ezio Greggio compreso, fossero diventati improvvisamente tristi. Tra l’altro sui manifesti non si vedeva neanche Lory Del Santo e Serena Grandi stava in Carrozzina, e ci resta per tutto il film! Niente tettone, neanche un quadro