Muore Mike Bongiorno, ma più in alto di lui e della grappa bocchino ci troviamo il nostro ragionier fantozzi:
"La
notizia e' enorme data la popolarita' del personaggio,Bongiorno fa parte della
storia d'Italia, in una maniera devastante e' piu' famoso di Berlusconi (di cui
pure e' amico suo testimone di nozze credo...) ma unirsi al cordoglio
collettivo e' esagerato.Era pur sempre un uomo di 85 anni (certo oggi si vive
pure fino a 95..) che nonostante fosse fuori dalle serate importanti della
televisione (sostituito dai piu' giovani Bonolis,Chiambretti, la Ventura),
aveva avuto l'intelligenza di accettare la vecchiaia e utilizzarla al fianco di
Fiorello per un istinto di sopravvivenza". E' quanto afferma Paolo
Villaggio in una dichiarazione all'ADNKRONOS.
Il
ricordo di Mike Bongiorno -ha proseguito Villaggio- puo' essere affidato alla
lettura di un belissimo saggio di Vittorio Spinazzola dal titolo 'Fenomenologia
di Mike Bongiorno' che esprime esattamente le motivazioni del suo grande
successo: quando inizio' a fare televisione il 30% degli italiani era
analfabeta; il suo era un livello culturale medio-basso, utilizzava un
linguaggio a meta' tra il maestrino elementare un po' severo e il bidello un
po' tonto e questo funzionava in momento storico in cui la televisione si era
sostituita alla famiglia alla scuola. Fu un evento. Ma non posso non dire che
adattando quella cultura all'italiano medio, fu uno di quegli eventi che hanno
contribuito all'abbassamento culturale del nostro paese.Non mi sento di dire
che e' un perdita per l'Italia, le perdite per il nostro paese sono state
persone come Moravia e Fellini; piuttosto ci lascia il ricordo di una Italia
felice quella della "Signora Longari" del grande boom e degli anni
felici del dopo guerra."