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Roma, 12 marzo 2008 comunicato di AMNESTY INTERNATIONAL |
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Cina: Amnesty International condanna la repressione
nei confronti dei manifestanti tibetani
Amnesty International ha espresso
la propria condanna per la recente dura repressione nei confronti di un gruppo
di pacifici manifestanti nella capitale del Tibet, Lhasa.
Secondo
testimoni oculari, l’11 marzo la polizia cinese ha usato gas lacrimogeni e
pungoli elettrici per disperdere 500 manifestanti che stavano chiedendo il
rilascio di alcuni monaci arrestati nel corso delle proteste dei giorni
precedenti.
Lunedì 10 marzo 11 dimostranti, tra cui nove monaci, sono
stati brutalmente picchiati e arrestati all’esterno del tempio di Tsuklakhang,
nel centro di Lhasa. Il gruppo stava manifestando per ricordare il 49°
anniversario della fuga del Dalai Lama dal Tibet, dopo il fallimento della sua
ribellione contro il dominio cinese. Nelle stesse ore sono stati arrestati una
cinquantina di monaci in altre zone della capitale.
“I dimostranti hanno
il diritto di esprimere la propria pacifica protesta. Negando la libertà di
espressione e di riunione, la Cina viola gli standard internazionali sui diritti
umani” – ha dichiarato Paolo Pobbiati, presidente della Sezione Italiana di
Amnesty International. “In questo modo le promesse fatte in occasione dei Giochi
olimpici a Pechino appaiono ancora più vuote e lontane”.
L’organizzazione per i diritti umani ha chiesto alla Cina di rilasciare
immediatamente tutte le persone arrestate negli ultimi giorni per aver
esercitato in forma pacifica i propri diritti.
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