La Germania addestra da anni la polizia libica
di Roman Herzog
ROMA - Dal 2005 almeno 30 agenti delle forze speciali di intervento
rapido (SEK) e delle brigate antiterroristiche (GSG 9) della polizia
tedesca e graduati militari hanno addestrato a Tripoli unità militari e
forze di polizia libiche in tecniche di interrogatorio ed esercitazioni
antiterroristiche.
Secondo fonti tedesche, le operazioni erano ancora in corso all’inizio
del 2008 e potrebbero esserlo tutt’ora. I corsi di addestramento sono
stati affidati all’impresa privata di sicurezza BDB Protection GmbH,
con sede a Wiesmoor, fondata da un ex-agente SEK. Il programma di
addestramento, tenutosi in una caserma a Tripoli, comprendeva
interventi di forze speciali su edifici, arrembaggi e operazioni con
elicotteri. La BDB è stata pagata 1,6 milioni di euro dal governo
libico, tra il 2005 e il 2006, e ogni agente militare ha ricevuto in
media 50.000 euro. Alle attività della BDB in Libia hanno partecipato
sia ex agenti militari e della polizia tedesca sia agenti tuttora in
servizio, alcuni dei quali hanno approfittato delle ferie per svolgere
questo lavoro.
Il servizio segreto della Germania
Bundesnachrichtendienst (BND) accompagnava le operazioni osservandole e
la cancelleria tedesca si manteneva informata sulle attività attraverso
l’ambasciata tedesca a Tripoli, dove la impresa BDB “è conosciuta da
anni”. In vari incontri, funzionari della diplomazia tedesca sono stati
dettagliatamente informati sui programmi di addestramento. Nel
frattempo, dal 2005, una delegazione del Ministero degli Interni
tedesco sta trattando con il governo di Qaddafi futuri programmi di
addestramento delle forze libiche, sulla base di una cooperazione
diretta fra i due governi. Tutto risale alla visita dell’ex primo
ministro tedesco socialista Gerhard Schröder (SPD) a Tripoli
nell’ottobre 2004. Fu allora che Qadaffi richiese l’addestramento
tedesco. I servizi segreti tedeschi (BND) chiedevano di mantenere un
basso profilo, essendo già stati coinvolti in simili scandali con la
Libia, già nel 1995. Ma il BND ribadisce: l’addestramento non è né
illegale né problematico, “visto che si offrono simili servizi della
Germania in tutto il mondo.” La Libia allora era ancora sotto
l’embargo. Per aggirarlo Berlino ricorse a imprese private, come
apripista di una futura collaborazione bilaterale.
Le prime
informazioni sono comparse sulla stampa tedesca il 4 aprile. Ma ben
presto, quello che sembrava bastare per uno degli scandali più grossi
sulla cooperazione militare tedesca internazionale, nel giro di due
settimane si è trasformato in una discussione politica sul futuro della
cooperazione tedesco-libica. E lo stesso scandalo è stato archiviato
dopo il trasferimento per motivi disciplinari di tre poliziotti il 14
aprile. La procura che aveva avviato l’inchiesta ha inoltre archiviato
il caso per la non sussistenza del reato. Mancando una legge sui
servizi di sicurezza privati, l’addestramento svolto a Tripoli non
viola nessuna legge tedesca. Non esiste nemmeno un obbligo di
registrazione delle operazioni internazionali di addestramento militare.
Il
capogruppo socialista (SPD) del Parlamento tedesco, Peter Struck, il 14
aprile perorava la causa della cooperazione militare con la Libia: “è
benvista la cooperazione con uno stato come la Libia anche nella lotta
contro il terrorismo internazionale. Ogni stato disposto a combattere
il terrorismo deve ricevere il nostro supporto”. Un supporto che la
Germania aveva promesso a Tripoli da almeno due anni. Lo ha ammesso
anche l’ex capo dei servizi segreti (BND), August Hanning, dichiarando
che già nel giugno 2006 incontrò il figlio di Qaddafi, Saif al Islam,
insieme al ministro degli esteri Frank-Walter Steinmeier. Da allora
alti funzionari del ministero degli Interni tedesco si sono recati in
missione a Tripoli, in assoluta segretezza e senza informare né
consultare il parlamento. Anche lo scandalo sollevato in parlamento
dopo le rivelazioni della stampa ha avuto come unica conseguenza una
riunione della commissione di controllo degli servizi segreti che alla
fine ha negato ogni illegalità e ha dichiarato che “il servizio segreto
BND si è comportato in forma corretta”.
Anche il capo
dell’ufficio criminale federale (BKA), Jörg Ziercke, ritiene la
collaborazione tedesca con la polizia libica opportuna e sensata. “È un
contributo sostanziale per favorire i processi di riforma in Libia”.
Ziercke ha ricordato che la Germania svolge attività di addestramento
delle forze di polizia e militari in oltre 80 Paesi, attraverso il BKA
e altre istituzioni. È vero. Infatti dagli anni ‘60 la Germania si è
distinta collaborando con il Cile di Pinochet, l’Argentina di Videla,
il Guatemala. E le oltre 2.500 imprese private di sicurezza della
Germania prestano attività in oltre 50 Paesi, alcuni dei quali sotto
embargo militare. Il business mondiale della sicurezza, dove trovano
impiego imprese leader come la statunitense Blackwater, ha un valore
stimato di 200 miliardi di dollari.
Come al solito, la partita
militare non è disgiunta dalla questione economica e il controllo delle
frontiere. La Germania è il secondo acquirente del gas libico dopo
l’Italia. “In più - sottolinea il quotidiano Frankfurter Allgemeine
Zeitung - la Libia ha un ruolo molto importante per la Germania in
quanto paese di transito di migliaia di migranti africani. Molti
profughi partono dalla Libia verso l’Europa. Già nel 2005 l’allora
ministro degli Interni della Germania Otto Schily promosse
l’installazione di campi di detenzione in Libia. L’UNHCR e l’Unione
Europea collaborano a questo riguardo con la Libia”. Il capo missione
in Libia dell’Organizzazione internazionale delle migrazioni (OIM)
Laurence Hart, intervistato dalla Radio pubblica tedesca ARD, ha
commentato così: “Le autorità libiche vogliono aumentare le loro
capacità per meglio gestire il fenomeno migratorio. Noi svolgiamo
formazione a vari livelli. Ai poliziotti, ad esempio, mostriamo come
identificare documenti falsi e come trattare le vittime di tratta. Da
sempre abbiamo accesso ai centri per i migranti, dove la situazione
sicuramente non è di un albergo di cinque stelle. Ma le autorità
libiche hanno espresso la volontà di migliorare la situazione e credo
che anche qua serva maggiore formazione e più strutture, perché i campi
sovraffollati implicano altri problemi ancora.”
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Fortezza Europa
Per approfondimenti, in tedesco:
Deutsche Spezialisten schulten heimlich libysche Polizei
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AUDIO - Migrantenproblematik in Libyen
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