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Il papà di Giovanna PDF Stampa E-mail
 

Il Papà di Giovanna

 Fino a un attimo prima di entrare ero incerto, volevo andarmene via, non mi piacevano le locandine con le facce tristi di tutti quegli attori. Sembrava che avessero tolto tutta la fica da “Drive In” e adesso tutti quanti quegli attori, Ezio Greggio compreso, fossero diventati improvvisamente tristi. Tra l’altro sui manifesti non si vedeva neanche Lory Del Santo e Serena Grandi stava in Carrozzina, e ci resta per tutto il film! Niente tettone, neanche un quadro

Sembrava quindi un film destinato a farmi intristire, buono solo a farmi revisionare la mia adolescenza passata davanti a DriveIn e Colpo Grosso. E invece no! Il film è servito a darmi fiducia nei miei mezzi, a farmi rivalutare il mio intuito. Uno di quei film per cui anche se dici “ lo sapevo che era una cazzata” oppure “Te lo avevo detto io” nessuno potrebbe offendersi.

All’inizio ho provato a convincermi che si trattasse di un Noir, o almeno di un Giallo, e mentre mi scervellavo a cercare l’assassino i vicini di poltrona mi assicuravano che no, quello non era un giallo, che c’era scritto sul foglio con la trama che era stata Giovanna ad aver ucciso la sua amica.

Poi ho deciso che si trattasse di un giallo psicologico alla francese, in cui il papà di Giovanna avesse finalmente una funzione nel film, oltre a quella di dare il titolo, e si accollasse lui la colpa dell’omicidio per salvare la figlia dalle galere fasciste.

Poi ho pensato che i miei vicini di poltrona mi prendessero in giro per non svelarmi niente e farmi scervellare un altro po’.

Poi ho deciso che era una cazzata e i vicini di poltrona hanno annuito.

Il film è inutilmente lento, tristemente televisivo, biecamente sociologicheggiante (si potesse dire, lo sarebbe), strumentalmente moralista, colpevolmente revisionista o quasi, smodatamente premiato, Orlando ha fatto di meglio tante altre volte.

Ora potrei stare qui a cercare aggettivi e poi ad accoppiarli almeno per una buona mezzora, ma invece mi basta dire che ad un certo punto Silvio Orlando palpeggia i seni di Francesca Neri, anche se da vestita. Ora, semplicemente mi chiedo: sarà bastato guardare Moretti che scopa a preparare il pubblico italiano a tutto questo? E la Telecom  in uno dei suoi spot sull’importanza della comunicazione ci farà mai vedere quel prezioso filmato in cui Gandhi scopa con Madre Teresa?

andrea


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